Ieri sera ho spremuto il fissaggio fino all’ultima goccia per raggiungere la concentrazione e la quantità necessaria a sviluppare due rullini di TX400 che stavano aspettandomi da un po’. Ho cambiato anche un filo i tempi, inventandomi una curva in base alla temperatura, che adesso in casa è a 24°c e mettere il tutto in freezer per raggiungere i canonici 20°c da manuale proprio non me la sentivo.
Alla fine ho steso la pellicola, e mi son ricordato quasi ogni singolo scatto. E quando ho visto un paio di occhiali a specchio storti, mi è sembrato di essere ancora lì, nel tiepido calore di un venerdì mattina, dalle parti di Shandaga.
L’ho fermato in mezzo alla strada, dicendogli “Brother, you rock! I love your sunglasses, do you mind if I take a photo?“.
Si è messo a sorridere, continuando a parlare al telefono in quello che penso fosse un dialetto Somalo. Un solo scatto, al solito e siamo entrambi proseguiti per strade opposte che ci portavano verso il creek (lui) e verso il souq (io), e poi verso pezzi di vita infinitamente diversi e lontani.
Foto? Rock me brother e altre fotogrammi di quella mattina …









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