Sto camminando sotto qualche goccia di pioggia e mi attira il violino, suonato quasi rabbiosamenteย su una base tecno. Poi arriva la voce, vellutata ma usata con un ritmo acid.
Seguo la musica, la birra puรฒ aspettare. Giro sulla Kuznetzkij Most, risalgo poche decine di metri e me la trovo davanti. Esile, vestita completamente di nero, che batte il ritmo su un paio di anfibi troppo grandi per lei. Ha attirato diverse decine di spettatori che, come nelle migliori tradizioni locali, vanno dal tipo intabarrato come se ci si preparasse a resistere al Generale Inverno, alla tipa lungigambe, montata su un tacco che sfida le cattedrali gotiche, e con un francobollo addosso che lascia comunque ampiamente intuire il poco che copre.
Ascolto qualche brano, le scatto tre foto passando dai 1600 ai 3200 ISO, e le lascio 50 rubli nella custodia del violino. Ah, si, sono a Mosca, ovvio.
Foto? Daria Fisher, violinista, vocalist e compositore ….





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