Stamani ho vinto la pigrizia e ho trascinato la mia massa (che dal primo di Dicembre a oggi si è comunque ridotta di 7,5 kili, portandomi al traguardo dei 115) fino al Porto di Al Mina, ad est della Corniche, ad Abu Dhabi: una delle poche aree che non conosco di questa città e avevo la curiosità di girare tra il mercato del pesce e quello delle verdure, rimandando però il Souq Iraniano e il Carpet Bazaar ad un affollato Giovedì sera o Venerdì mattina dopo l’ora della preghiera.
Il pesce è sempre fantastico da queste parti, sia quello pescato nelle acque del Golfo, sia quello che arriva dall’Oceano Indiano, con le barche Omanite che poi lo fanno arrivare in mattinata attraverso la strada di Hatta fino qui e sui mercati degli altri Emirati. Colpisce la freschezza tale che non si sente alcun odore, malgrado la temperatura sia già vicina ai 30°c durante la giornata.
Vige la rigida divisione, anche cromatica, dei compiti nel mercato: gli addetti in blu si occupano della vendita, mentre l’area di squamatura e pulizia vede tutti indossare una tuta rossa. C’è sicuramente un po’ meno fermento che nel mercato di Deira, ma qualche scatto vale la pena di farlo. Ho camminato poi, attraversando la Al Mina St e la 20th Street, verso il mercato ortofrutticolo che però il Sabato mattina è un filo sotto tono: eccellenti, al solito, i datteri.
Foto? Un paio d’ore a spasso hanno fruttato una dozzina d’immagini, compreso un selfie-riflesso ….















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