Malpensa, il mio primo volo dell’anno è questa sera: meglio dire “sarebbe dovuto essere” questa sera, visto che le 3 ore e passa di ritardo lo portano serenamente a scavalcare la mezzanotte ed essere “domani”, cazzo.
Il catering della lounge è così triste che, al confronto, i baracchini ambulanti che servivano la Stazione Centrale di Milano negli anni ’60 potrebbero essere definiti dei banchetti degni di Lucullo. Il mio vicino di poltrona sta parlando con lo Sri Lanka nell’idioma locale: che c’è di strano? ci parla a voce da quanto urla, cazzo, mica per telefono. La sciatica fa un male troio e l’umore tende al drappo nero.
Foto? Un autoritratto: il minimo sindacale, che ultimamente sta diventando un’espressione negativa …



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