Ci sono, ci sono e ringrazio al solito le anime pie che si informano se io sia (1) rinchiuso in miniera, (2) disperso nelle zone centrali dell’IRAQ, (3) in una scialuppa nel Golfo di Aden a consolare gli ex-pirati somali per il business ormai infruttifero, (4) in una comune talebano-vegana dove vengo nutrito solo a miglio. No, ci sono e pascolo la pelata dalle parti di Abu Dhabi con qualche rapsodica incursione su Dubai.
Lo ammetto, piΓΉ che il casino dell’hand-off del mio vecchio lavoro e l’inizio del nuovo mi ha colpito maggiormente un filo di pigrizia letargica unita ad un calo di libido-ispirazione fotografica: sarΓ anche che le giornate scorrono con costante similaritΓ , quasi a livello di Giovanni Drogo nella Fortezza Bastiani (“Deserto dei Tartari” di Buzzati, per i pochi che con ignominia possono dire “di che cazzo parla?“).
Sul fotografare ero tentato di sfogarmi con una serie “natura morta di ombrellone sulla spiaggia di Saadiyat Island” in 17 diverse ore del giorno secondo il calendario Aramaico e Palo-cefalo, ma poi il buon senso da una parte e l’orgoglio della macchina fotografica che ha rifiutato di chiudere l’otturatore mi hanno fatto desistere.
Poi Γ¨ arrivata stasera.
Stasera stavo andando a Karama per regalare le stampe delle fotografie ai barbieri (vedi questo post) e, nel traffico cazzuto che precede il weekend dalle parti di Oud Metha, ho fermato il tempo sul tassametro del taxi sul quale ero aggrappato ….



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