Il Terminal 3 del Changi Airport di Singapore รจ stato inaugurato nel 2008, e ha incrementato in un botto solo la capacitร di trasporto del carrier nazionale Singapore Airlines di 22 milioni di passeggeri annui. Abbandonando il look “utilitaristico” degli altri due terminals (T1 e T2), รจ costruito soprattutto in vetro e acciaio, ma aggiungendo un tocco “caldo” con l’uso di inserti in legno e una intensa presenza di vegetazione tropicale al suo interno.
Una menzione merita il tetto: quasi un migliaio di pannelli in vetro e alluminio si azionano automaticamente per immettere luce naturale, catturandola in angoli specifici, o per riflettere quella interna durante l’oscuritร . ร quello che vedo adesso dalla mia camera, che mi ha fatto anche cambiare opinione sugli “airport hotels” che odio per la loro freddezza e massificazione, soprattutto quelli disegnati verso la fine degli anni ’80: posti decisamente squallidi dove l’unica ispirazione puรฒ essere quella di suicidarti chiudendoti la testa nel minibar.
Questo invece รจ piacevole, vario, le camere sono ampie e confortevoli, i servizi ottimi: no, non penso di passarci la vacanza, easy, domattina alle 7 decollo per tornare nella terra dei canguri, anzi, vi dirรฒ che quando vi sveglierete in Europa io dovrei giร essere seduto a Coogee a fare “ambara-ba-cici-cocรฒ” per scegliere che birra bermi mentre guardoย l’Oceano Pacifico.
Foto? Si, ditemi che stavolta il fish-eye ci sta bene: quello che vedo dalla finestra, con il tetto del T3 …



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