Tsukiji è il più grande mercato del pesce del pianeta: vengono commerciate oltre 400 varietà ittiche, dalle acciughe ai tonni di 400kg, e purtroppo anche i pezzi di balena. Le operazioni cominciano alle 3 di mattina, con l’arrivo del pesce da ovunque al mondo: gli oltre 60mila addetti di quest’area lo scaricano, espongono, commerciano, rispediscono in un’ordinata bolgia infernale.
Spinto dalla voglia di vedere l’asta dei tonni che comincia intorno alle 5:00, il cui accesso è consentito solo a 2 gruppi di 60 visitatori al giorno, mi sono alzato alle 3:45, alle 4 ero in taxi, alle 4:30 davanti all’ingresso del mercato.
Un cordiale poliziotto mi ha detto (in una lingua composta per il 10% di inglese, il 75% di giapponese, e il rimanente 15% in espettorazioni e succhiamenti) “Rispettabile turista, glosso e pelato che arpiona la portiera del suo taxi come se fosse il giardino dell’Eden, voglia comprendere che i posti per l’asta sono già andati assegnati a chi si è messo in fila ieri alle 18. Le consiglio quindi di dirigersi verso l’area dei ristoranti, dove vedrà il risultato della compravendita già sfilettato e sporzionato.”
Io, molto, ma moooolto zen, ho tirato un bestemmione composito e articolato della durata che si avvicinava al record mondiale detenuto da Cassano (ma senza lo spregio dei congiuntivi che invece il calciatore opera), ho ringraziato con un inchino, e mi son aggirato come un ciula per una mezz’ora prima di mettere il culo sulla metropolitana che mi ha riportato in albergo.
Quando la Cami si è svegliata intorno alle 9, chiedendomi “Ma allora non sei andato a vedere i tonni? Fulminato dal sonno, te la sei dormita anche tu alla grande, eh?“, non ha capito perché l’ho mandata a cacare.
Foto? L’esterno del mercato con carrelli e camion che si intersecano, oltre ai fulminati dal sonno che ho visto sulla metro alle 5:30 di stamani …








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