Dopo esserci ritualmente lavati le mani alla base della collina, quando ci siamo trovati dinnanzi alla scalinata del tempio Scintoista Hakone Shrine, la Cami ha esordito con “Avevamo detto che in questa vacanza non si faceva nessun trekking“, io invece me la son presa di buona lena e arrivato in cima ho cominciato (compostamente) a saltare a braccia alzate, urlando (sotto voce) “Adriana, Adriana, Adrianaaaaa” come Rocky sulle scale del Capidoglio.
Fondato nel 725, sorge sulla montagna che da sul Lago Asahi, che mi ha fatto immediatamente chiedere a Giorgio e Maria (vedi questo post per i loro nomi reali) che ci hanno accompagnati qui, se dalle acque si producesse la Birra Asahi: avendo ricevuto una confusa risposta, visto che i due mi prendono sempre culturalmente sul serio, la Cami mi ha fatto promettere che l’avrei piantata con il mio sense of humor che ha poco seguito nella cultura Nipponica.
Siamo poi scesi a sud verso Mishima, per prendere il Tokaido Shinkansen, il treno-proiettile che ci porta a Kyoto per qualche giorno: siamo riusciti anche a visitare il Mishima Taisha, altro tempio shrine. Anche questo ben affollato, grazie ad alcuni matrimoni e, ovvio, una serie di alberi di ciliegi in fiore che attirano i Giapponesi come il miele.
Malgrado la manifesta perplessità generale, sono serenamente riuscito a fare i biglietti per Kyoto, scegliere la classe di servizio, informarmi sui costi aggiuntivi e sull’ora di arrivo. Sono anche riuscito a prendere due posti affiancati. Come? Banale, io davo indicazioni a Giorgio, e lui diligentemente traduceva nell’idioma locale, aggiungendo del suo per spiegare cosa volessi.
Foto? qualche curiosità di oggi ….
















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