Il mio mito di invulnerabilità, inossidabilità, e inattaccabilità è stato bellamente abbattuto da un bel virus forzuto che mi ha steso.
Son 4 giorni che anche Beria si tiene alla larga, e quando mi incrocia per casa scuote la testa con un’aria come per dire “lo sapevo che alla fine mi stincava, ma almeno lo facesse senza tutto quel tossire, che qui non si riesce più a dormire manco un minuto“.
Non ricordo negli annali della mia vita una tal influenza, forse perché proprio non ricordo di essermi mai ammalato: c’è una prima volta per tutto, pare.
Speriamo sia anche l’ultima, cazzo.
Sono in una sorta di paradiso chimico di antibiotici, antivirali e rimedi da stregoni aztechi. Ho interrotto di lavorare e smesso anche di pubblicare: segnali che mi darebbero pronto a trapassare in carpiato, ma, testicula tacta, sfiga fugata est, sto cominciando a migliorare anche se respiro come un tabagista 95enne che si sia fumato l’Amazzonia.
Ho ipotizzato con la Cami un’uso terapeutico di marijuana per calmare i polmoni, ma la figlia non approva, dandomi dell’ “vetusto hippie pelato e intrippito, poi vuoi anche un maggiolino volkswagen aerografato e i pantaloni a zampa d’elefante?“. Quando sto meglio devo ricordarmi di fargliela pagare.
Foto? Mi sembra di respirare vicino a queste canne ….



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