Non viaggio MAI spedendo la valigia: il bagaglio (minimalista) per me è una religione, una fede assoluta: le pochissime volte che transigo vengo punito.
Avevo promesso un paio di bottiglie di Pilsner Urquell a un’avvocato di qui con la forte nostalgia per Praga, e già che c’ero ho aggiunto una buona bottiglia di vino, un pacco di spaghetti speciali e l’indispensabile per organizzarmi un buon pasto. Non posso portare liquidi a bordo e quindi l’unica scelta è stata quella di mettere tutto in valigia e spedirla.
Arrivato in albergo a Singapore ho sentito uno strano odore salire dal bagaglio, come una sensazione di trovarmi in qualche vecchia osteria. La bottiglia si è rotta, probabilmente nella prima tratta, e un litro di Barolo ha tenuto compagnia alla mia biancheria per le 14 ore del volo intercontinentale. Boxers, pedalini, camicie, giacca, pantaloni: tutto ha un discreto odore tra il piemontese e l’alcolizzato.
Dopo aver vinto la prima tentazione di strizzare i pedalini per recuperare almeno mezzo bicchiere di nettare, ho messo tutto nel sacco della biancheria e ho spedito in lavanderia over-night per un minimo di recupero invece della mia decenza professionale. La stanza ha comunque fatto in tempo ad acquisire un olezzo da osteria che mi commuovo e bestemmio ogni volta che ci entro.
Foto? Qualche riflesso nel terminal 5-B di Heatrow ….



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