Post crudo, mi spiace, ma certe cose mi fanno veramente incazzare ….
Il Ministro dell’Interno Tunisino Lotfi ben Jeddou ha relazionato al suo parlamento “the Tunisian girls “are [sexually] swapped between 20, 30, and 100 rebels and they come back bearing the fruit of sexual contacts in the name of sexual jihad and we are silent doing nothing and standing idle. After the sexual liaisons they have there in the name of ‘jihad al-nikah’ [sexual holy war] they come home pregnant.” E quando tornano a casa, una donna sola con un figlio, per la morale mussulmana è una puttana, reietta.
È la prima volta che questa piaga atroce della “prostituzione religiosa” arriva in un Parlamento in uno stato mussulmano, per quanto io ne abbia traccia, mentre la Jihad Al-Nikah, la guerra santa del sesso, è ben conosciuta nei paesi arabi in conflitto, ed è stata invocata anche in Egitto durante gli scontri che hanno deposto Mubarak e quelli che adesso oppongono i sostenitori di Morsi al nuovo governo del post-colpo di stato.
Gli imam emettono fatwe (editti religiosi), offrendo ai jihadisti che combattono la dispensa dalla rigida morale coranica: possono sposare e ripudiare una donna nello spazio di anche pochi minuti, garantendo che la loro scopata sia benedetta dai principi religiosi e, in attesa del paradiso con le decine di vergini a premio del loro impegno nella guerra santa, si accontentano del piacere terreno. Gratis et amore dei, è il caso di dirlo, cazzo.
Le donne, soprattutto nelle aree rurali già spesso trattate al livello di bestiame, vengono convinte che offrire il proprio corpo ai martiri sia il modo di conquistarsi il paradiso aprendo le gambe. Poco importa di loro, nel caso escano dal tunnel infernale di mesi di violenza su materassi lordi, dove gravidanze e malattie da contatto sessuale sono quotidianità.
Che infinita tristezza questa violenza ignorante e subdola, giustificata poi in nome di un dio.
Foto di oggi, volutamente mossa …



Leave a comment