La Ragazza Indiana

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Pochi giorni prima di Natale, nel 2004, stavo lavorando in India, a Bangalore: una chiacchierata e due battute stamani con l’amico Ryu mi hanno fatto ricordare quei momenti e la povertà che mi sfiorava mentre stavo collaborando a costruire un impero economico basato sui Service Centers, sui Business Process Outsourcing, sui Global Delivery Network e altre amenità che hanno investito di innovazione l’economia Indiana da una quindicina d’anni a questa parte.

Ricordo il traffico, dove ogni cosa a due, tre, quattro o mille ruote o zampe ha la sua particolare e peculiare interpretazione delle regole del movimento, generando un continuum dove gli esperti della teoria del caos hanno orgasmi di gioia.

Ricordo i ragazzini pagati qualche rupia al giorno per tirare agli avvoltoi con le fionde e non farli posare sui palazzi: se non avete mai visto il guano di un avvoltoio non potete capire perché sia meglio evitare di trovarselo sul davanzale. E le finestre della camera d’albergo chiuse per le scimmie che ti entrano e ti fanno un gran casino.

Ricordo la birra Kingfisher, con le etichette semistrappate perché non vengono sostituite a ogni riutilizzo della bottiglia, ricordo la scoperta della cucina vegetariana e vegana che mi faceva stare benissimo, mangiando anche in strada, mentre i miei colleghi americani che si ostinavano verso la steak passavano buona parte della settimana “sick like a dog“.

Ricordo gli odori che ti entrano nel cervello e l’aeroporto dove si veniva chiamati dal parcheggio antistante, visto che non c’erano gates e gli imbarchi venivano organizzati uno alla volta, come una nave sull’unico molo disponibile.

Ricordo gli occhi della povertà ….

india

6 responses to “La Ragazza Indiana”

  1. Mirko Avatar
    Mirko

    ragazza?

    1. Maurizio Vagnozzi Avatar

      Richiamo edotto alla foto di McCurry ….

  2. ogginientedinuovo Avatar

    Per quello che racconti tu, ma anche per quello che mi hanno raccontato altre voci, non sono pronta a confrontarmi con l’India, sarebbe un dolore fisico, credo.

    1. Maurizio Vagnozzi Avatar

      È un’esperienza “forte” e te lo dice uno che “ha visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare” …. Ma è un paese e della gente di una bellezza straordinaria

  3. johakim81 Avatar

    certi pensieri espressi in lettere ed associati ad una immagine ti toccano nel profondo.
    Anche stavolta…

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