Inseguo la musica per i vicoli di Genova, i caruggi in dialetto, tra un’umanità varia e viva. Inseguo i suoni di due veri virtuosi.
La prima è una bella voce, capace di alzarsi e abbassarsi e di inseguire note e armonie in modo naturale e rotondo. Si accompagna con la chitarra e disegna nell’aria delle romanze complesse. Il secondo è un virtuoso del violino: stavo rientrando a casa quando la Primavera di Vivaldi, eseguita magistralmente mi ha inchiodato all’ascolto.
Suonano e cantano con davanti a loro la custodia dello strumento, ad accogliere gli spiccioli della gente che spesso si ferma ad ascoltarli con piacere. Hanno studio e professione alle loro spalle, lo si sente: non improvvisano ma praticano un mestiere.
“Спасибо вам за вашу музыку” azzardo, in un russo che ormai sto completamente dimenticando, aggiungendo un euro alle monete, “Grazie per la tua musica“. Mi sorridono, accennando un inchino …




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