L’indice di inquinamento è l’argomento di discussione ricorrente a Singapore in questi giorni: oggi pare si sia toccato in nuovo massimo record, arrivando a 371, e tutti dai colleghi ai tassisti si sentono in obbligo di informarti. Quello che aggiungono anche è che la cosa durerà varie settimane, rendendomi felice mentre son qui e sto cercando di capire se e come entrare in Myanmar e in Bangladesh.
Come ho scritto nel post precedente, l’odore acre è persistente e la visibilità ricorda un filo quello della bassa pianura padana di quando ero ragazzino e, in bicicletta, non riuscivi a vedere la linea tratteggiata al centro della strada quando c’eri sopra.
L’odore mi ricorda quello che ho sentito quando qualche mese fa, a Parigi, mi hanno prenotato in un albergo vicino a Chatelet, e mi hanno assegnato una camera fumatori. Sono sceso alla reception e, dopo che gentilmente ho chiesto (come da prenotazione) una camera non-fumatori, al loro diniego ho serenamente affermato che, se avevano l’intenzione di farmi dormire in un posacenere, potevano scordarsi la mia presenza quella notte e, con tutta certezza anche quella di qualsiasi mio collega fino al giorno del giudizio universale.
Con le buone maniere e la chiarezza espositiva, al solito, ci si accorda subito.
Foto? Il piatto da estasi che mi son mangiato stasera, peccato che fosse come mangiare sashimi in un posacenere ….



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