“Prendiamoci la briga, Vivremo prima. [Unlitro]” Perle di saggezza in un aforisma murario, che ho trovato in un carrugio sopra Vico degli Indoratori, dalle parti di San Matteo. La firma poi, “UNLITRO”, merita una ovazione etilica.
Giornata di ferie, il culmine l’ho raggiunto questo pomeriggio con un volo in bici: banalmente mi son dimenticato di avere la forcella ammortizzata e, quando mi sono sporto in avanti per superare un gradino insignificante, è affondata senza pietà e io sono volato saltando il manubrio e ricadendo sul marciapiede davanti ad una incredula ragazza.
“Ma come ha fatto? Si è fatto male? Sia chiaro che io non porto sfiga“. Mi sono rialzato con l’orgoglio ciclistico escoriato e lievi danni alla pellaccia dura, gomiti e ginocchia spellati, proprio da ragazzino. Ho silenziosamente emesso una bestemmia da 3’48”, tutta in apnea e son rimontato in sella per arrivare fino a Boccadasse: lì un signore mi ha detto “bella la bici, tutta salute poi“, e io mi son sentito veramente preso per il culo.
La mattina (siamo in rewind-mode nella narrazione) era andata meglio: uscito di casa mi son trovato due ragazze sulla porta e hanno sorriso alla mia voglia di scattare loro un’immagine, poi son tornato a San Lorenzo perché c’è quel confessionale illuminato che mi piace, e ho guardato l’organo a canne, vincendo la tentazione di fischiettare una delle Fughe di Bach.
Son poi entrato nell’enoteca che c’è in San Matteo a parlar di Merlot, ed è stata una cosa un filo lunga e accurata. La Pasticceria Romanengo mi ha affascinato mentre facevo il giro largo per tornare a casa.
Foto di oggi? L’organo a canne di San Lorenzo e qualche altra immagine scattata in mattinata, compreso “Prendiamoci la briga …”












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