OAS a Notre Dame

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Dominique Venner, storico di professione, 78enne, si è suicidato ieri all’interno della cattedrale di Notre Dame a Parigi. Pare alla base del suo gesto ci sia stata la volontà di protesta contro la degenerazione dei costumi che hanno condotto la Francia ad approvare i matrimoni tra persone dello stesso sesso.  Quello che io vedo come civiltà e doveroso rispetto nella diversità da altri viene visto come macchia indelebile, degna di farsi saltare la testa a pistolettate sull’altare maggiore.

Dominique è stato membro dell’OAS, l’Organisation de l’armée secrète, che nei primi anni ’60, opponendosi in Francia all’indipendenza dell’Algeria, tentò anche di assassinare De Gaulle.

L’ organizzazione paramilitare OAS fu fondata, nel 1961 nella Spagna del Generalissimo Franco, da militari e politici francesi in risposta al referendum di autodeterminazione dell’Algeria tenutosi l’8 Gennaio di quell’anno: andava a catalizzare gruppi di “contro-terrorismo“, “autodifesa” o di “resistenza” che avevano combattuto contro il FLN (Fronte di Liberazione Nazionale di Algeria) durante la guerra d’indipendenza combattuta tra il 1954 e il 1962.

Dopo il Trattato di Evian del 1962, che sanciva l’indipendenza, fu esodo per i Pied-Noir (Piedi Neri), così chiamati i Francesi residenti in Algeria: in 800mila se ne andarono, molti dei quali erano nati lì.

Sempre difficile parlare del destino che, dopo il termine del periodo coloniale, contrappone i “figli locali degli invasori” ai “genuini abitanti“: simili situazioni le abbiamo viste per gli Italiani in Libia. Dire che c’è un’iniziale difficoltà dialogo tra chi è stato oppresso e sfruttato e chi, invece, appoggiava e faceva parte di questa oppressione coloniale, è un modo leggero di contrabbandare un dramma di vita.

Il colonialismo non è una bella pagina nella storia dell’umanità, ma fatemi tornare invece sull’OAS, che condusse una campagna di sabotaggi, attentati terroristici, e assassinii per tentare in tutti i modi di opporsi all’indipendenza dell’Algeria e le sue azioni si svolsero sia sul territorio africano che in Francia.

Le violenze parvero cessare con la cattura, nell’Aprile del 1962, di Raoul Salan, capo riconosciuto dell’OAS e con l’accordo di cessate il fuoco del Giugno dello stesso anno. Un mese dopo, il 5 Luglio 1962, una folla esasperata e inferocita prese d’assalto i quartieri europei di Oran (città sulla costa algerina), e, con l’indifferenza o col sostegno dell’ANL (il braccio armato del FLN), massacrò oltre 3.000 civili, in maggior parte francesi.

Come dicevo sopra, le pagine di storia coloniale sono sempre molto brutte: ho già scritto del Mozambico (link qui) e un giorno vi devo raccontare qualcosa sul dramma del Congo.

Foto di oggi? Una domenica mattina di qualche anno fa ero a spasso per Parigi ….

Paris 1

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