Boxing Day

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Melbourne, Boxing Day, il giorno che, dopo Natale, dá il via ai saldi in tutta Australia.

I negozianti, come i coccodrilli che nello Zambesi aspettano la migrazione dei quadrupedi erbivori per fare una scorpacciata, espongono cartelli di “sale“, “rebate“, “up to 70% off“.

I clienti, acquirenti ruminanti bi-dotati di carte di debito selvaggio, si lanciano imolandosi in questa frenesia consumistica, addensando le strade della capitale dello stato di Victoria manco fosse la manifestazione dell’onomastico del Caro Leader in North Korea.

Luce fantastica, temperatura ideale e una popolazione frutto di un melting-pot di indifferenziata immigrazione mi hanno dato il benvenuto, a partire dal tassista: Russo di Vladivostock, grosso il doppio di me e con una treccina sul pizzetto della barba, ingegnere meccanico temporaneamente prestato al trasporto pubblico, che mi ha suggerito lo street food di China Town per cenare in modo oltremodo soddisfacente spendendo solo $8.

L’unica cosa che ho cercato di comprare, una memory card SD che la mia dentro la M9 sta facendo le bizze, era introvabile. In compenso mi hanno proposto stivali Ugg borchiati e rosa salmone, magliette con DownUnder tempestato di brillantini, coscie di pollo fritte e borse LV compreso un porta-ipad che avevo visto solo usare da una ragazza russa sdraiata in piscina a Dubai.

Un po’ di scatti di oggi: mi prego di notare che il tipo con un moccio in mano non sta lavando il marciapiede come fosse il ponte di una nave, ma dipingendo con le goccie d’acqua. Arte evaporativa? Orinata creativa? Goccia cubista?

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