Basta, sono arrivato al limite.
Ho avuto una sequenza di pranzi/cene tali da demolire anche un fegato in titanio, da incorgare uno stomaco da facocero e da intasare xxxxxx xxxxxxx (e apprezzate l’auto-censura). Voglio il digiuno: trovassi una buona causa potrei anche fare lo sciopero della fame unendo l’utile non al dilettevole ma al politico.
Oggi la tappa è stata una steakhouse con vista su St. Paul (e i prezzi, cazzo, raggiungono la vetta della cupola): il macellaio proprietario ha anche il negozio girato l’angolo, e nella vetrina alta 4 metri, non si vedono quarti ma bestie intere. Il santuario della carne.
Ho ordinato un filetto (rare) e spinaci (creamed): me l’hanno servito con uno stinco di 20cm aperto a libro con 3 etti di midollo. Io, che non son sensibile al cibo, mi sono inginocchiato manco fossi difronte alla grotta di Lourdes. Ho pianto dallo commozione. E mi son ordinato il bicchier di vino cui avevo inizialmente rinunciato per spirito di sacrificio e di contenimento danni.
1 bicchiere. £16. Cazzo, 16 sterline: oltre 22 euro. Qui si fa in fretta a diventare astemi.
Inutile poi pensare che ho incastrato cene e pranzi ogni giorno che son qui a London questa settimana: il mio apporto calorico sarà paragonabile all’energia sprigionata da una supernova che rutta.
Foto di oggi? Sto scendendo a far colazione per le scale dell’albergo dove dormo …



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