48 ore – prima parte

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Ok, raccogliamo le idee in ordine sparso ma strutturato (che gli ossimori son sempre un piacere): ho passato 48 ore a Paris, 38 delle quali in riunioni e 10 tra trasporti pubblici e albergo.

L’arrivo è stato ovviamente in ritardo: il mix tra il tentare di atterrare in orario in un qualsiasi aeroporto il lunedì mattina e il raggiungere poi il centro della città nel traffico più troio, ha generato la consueta jaculatoria di sommesse bestemmie. Son sceso dal taxi mescolando 3 lingue nel tentare contemporaneamente di descrivere la strategia di ricapitalizzazione di una società a Trinidad, di pagare il taxi con la carta di credito e di augurare 5 forature (compresa ruota di scorta) al tipo per la sua guida da vomito.

Mi son immerso in una riunione dalla quale sono uscito dopo numerose tappe di decompressione solo per entrare in una seconda, trasferendomi da Bercy a Chatlet in metro e fottendo il traffico. Alle 19 ero fuso e son uscito con la macchina fotografica (vedi sotto).

Le rimanenti 24 ore ve le racconto domani …..

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