Devo esercitare una sorta di attrazione sui Japponesi, penso sia dovuto alla stazza e l’immagine da lottatore di sumo che da tempo mi porto dietro (panza, massa, pelata, grazia e leggerezza nel movimento – ironico). Manca solo che entri in aereo lanciando riso in aria come sacrificio propiziatorio e indossi quel simpatico gonnellino con spuntoni, tipico abbigliamento del sumota, sumita sumatore o come cazzo si chiama il lottatore.
Sono già stato adottato nel mezzo dell’oceano indiano da Haruna e Mikkiki (ribattezzati Maria e Giorgio per comodità fonetica) che di recente son venuti a trovarmi: lui sta conducendo degli intessanti studi sull’uso delle staminali nelle terapie contro il cancro, lei infermiera, sono fantasticamente simpatici e mi hanno portato una radice fresca di wasabi.
Ne ho affettato una generosa porzione (del wasabi) in un’insalata. Da tre settimane non riesco più a pronunciare le consonanti rotulanti (“erre” è diventata “evvhe”, “rimorchiare” diventa “vhimohhvchiavhe” e comunque non ho più nė il fisico nė la testa per farlo). Il wasbai fresco è tosto: i samurai ci affilavano le katane.
Lunga introduzione per dirvi che nel volo di stamattina mi son trovato accanto una coppia di Tokio, fresca di matrimonio, che ho proveduto a intrattenere con suggermenti su come passare un paio di giorni a London.
Tento sempre di unire un filo di ironia e humor nelle mie interazioni con genere umano ma, sará l’accento sbiascicato da portuale di Brookliin, sarà l’uso disinvolto di termini inassociabili (“aria luminosa”, “suono contuso (non conFuso)”, “vista sugosa (tipo all’amatriciana)”, e cosí via), sará che appaio credibile in ogni circostanza (“hey, you must see this, a racing cow is flying aside from our plane’s wing”), ma alla fine le incomprensioni tracimano nell’assurdo.
Penso che la coppia si lancerá quindi in esperienze quali il bunjee jumping dalla statua di Eros a Piccadilly, chiederá un pollo al napalm in un ristorante indiano di Soho e “prenderá i quadri” (take pictures) a Covent Garden al posto che scattare qualche foto. Sará comunque un’esperieza che ricorderanno ….
Poca fantasia per l’immagine di oggi, scattata con l’ipad mentre preparo lo tsunami di email che investirá all’atterraggio i disgraziati che hanno la sfiga di lavorare per me, ma ho con me il 35mm e la ragazza digitale, quindi qualche scatto ve lo faccio vedere nei prossimi giorni.



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