Dire che mi mancassero la coda all’immigration nell’aeroporto di Ulaanbaator, l’assenza totale dell’autista che doveva raccattarmi all’uscita, le buche delle strade e la guida che non concede all’altro un millimetro, l’inquinamento che ti prende la gola, sarebbe mentire spudoratamente.
Arrivato in Mongolia ho trovato un bel team anglofono (US, SouthAfrica e UK) ad aspettarmi per un “frugale” pranzo dove l’aglio (che non digerisco) è stato l’ingrediente principale. Tutti hanno ordinato soda e diet coke: segnale di comportamento ineccepibile? No, hangover (dopo sbornia) pesantissimo dopo che ieri sera si son seccati (in 6) 8 bottiglie di vino e 4 di vodka con la giustificazione che sono passati alla vodka perché era più economica.
La città non è cambiata di molto negli ultimi 6 mesi: l’unica differenza è che le buche nelle strade sono più profonde perché non riempite col ghiaccio. Questo è un gran bel paese, ma devono imparare ad accelerare la costruzione di infrastrutture (strade, ospedali, alberghi, aeroporti e tutto il resto connesso) altrimenti la situazione gli sfugge di mano.
Non è cambiata nemmeno la socialitá del posto la domenica sera: al confronto i gulag staliniani sono dei karaoke sulla riviera romagnola. Ho passato un paio d’ore sorseggiano acqua minerale per poi concedermi un cappuccino: questi sono vizi ….
Questo pomeriggio ho lavorato con Eve, tentando di alternare caffè e acqua minerale per togliermi l’aglio ….



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