Silk Market

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Memore delle esperienze a Shanghai (vedi questo post) indosso lo sguardo da cage fighter, i testicoli di titanio e una maglietta con la scritta (in chinese) “se ti avvicini ti sbriciolo il malleolo come fosse uno stuzzicadenti” ed esco a piedi per Beijing. Un’amica che lavora qui da un paio d’anni mi consiglia di arrivare fino al Silk Market: non certo originale ma “pittoresco“.

Chiedo indicazioni al doorman dell’albergo e, dopo cira 40 minuti di cammino, comprendo che la sua espressione “take the bridge over the left” significava “take the underpass”: sottigliezza semantica che gli ha fruttato una serie di considerevoli accidenti che gli ho augurato.

Arrivo comunque nel “Silk Market” che poi è una shopping-mall. In un conto sommario posso enumerare 62 negozi, solo al piano terra, che vendono polo/camicie con il cavallino, a fianco di altri fashion-brands famosi: tutti ti offrono un acquisto d’affare. La corsia successiva è Levis alley con 44 negozi che ti propongono i famosi jeans. Ci sono poi i piani delle calzature dove trovi cose veramente da sogno:  scarpe Church in fantastico vitellino montate su suole Nike Lunar-glide arancioni o verde fosforescente. Varrebbe la pena di comprarle ed esporle al MOMA di New York.

La cosa più entusiasmante è però un grande drappo rosso all’ingresso che indica (in due lingue) “Do not buy any unauthorized, buy originals“: hanno il senso dell’umorismo qui!

Esco e proseguo a piedi, mentre sorge una coreografica luna piena: si avvicina una ragazza (scena già vista?) ma, invece di inciamparmi addosso per favorire un’altro tentativo di rapina, mi chiede “Do you want a massage” con lo stesso tono con il quale doppierebbe un film di Moana Pozzi. Cortesemente declino l’offerta e me ne torno in albergo.

Foto di oggi? Ancora qualche scatto preso ieri mattina ….

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