“Sei Italiano, posso chiederti se vedi Jersey Shore e che ne pensi?“. La domanda dell’addetta di un campeggio sulla Easter Shore, ad un centinaio di kilometri da Halifax mi da modo di sfogare una serena critica articolata sui truzzi italo-ispanici che imperversano da qualche stagione anche su canali italiani.
“Una mandria di disadattati celebrolesi, focalizzati su steroidi, sbronze, abbronzaggi a spuzzo, disco e junk-food, capaci di avere rapporti sessuali della durata di un nanosecondo. Non vorrei dimenticare la loro incapacità di articolazione del discorso, oltre all’interiativo ‘fuck‘ usato a copertura del 75% delle parole e qualche cazzo di sigla inconprensibile“. La mia valutazione critica è, come sempre, misurata.
Aggiungo che “Mi stupisce anche che venga trasmessa in un’America puritana e ultregarantista, offrendo un modello di parodia razziale e comportamentale non da censura ma da calci in culo”.
Mentre prendo fiato per aggiungere quello che penso degli spettatori che seguono morbosamente le puntate dove Snuky si sbatte il teporary-boyfriend di turno e Mike-The-Situation articola pensieri che manco l’oppio potrebbe farmi raggiungere, la tipa esordisce con “Non me ne sono persa una puntata, li adoro“.
Strano che mi abbia poi assegnato la piazzuola vicino alla fossa biologica con folta presenza di mosche, tafani e burropardi (animali mistici).
Foto di oggi? Street photo sul waterfront di Halifax …..











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