Oltre 25 milioni di abitanti (non considerando le periferie) fanno di Shanghai la più popolosa città del pianeta: devo dire che, considerato il numero elevato di costruzioni abbastanza basse, la sua estensione è impressionante. Cazzo se è grande, stracazzo se son tanti 25milioni di tipi.
“Hefty bhett” mi ha detto l’autista (son talmente cotto che il Maglev – il treno a lievitazione magnetica – lo prendo quando devo tornare in aeroporto mercoledì): pensavo fosse un cordiale saluto locale, chenneso, come il “Bula!Bula!” che ha afflitto il mio soggiorno alle Fiji qualche anno fà. Solo alla terza ripetizione, mentre faceva un gesto strano attraverso il petto ho capito che era un “safety belt” che mi invitava ad allacciare la cintura.
“Hey mate, how long will it take to drop my lower back under a shower?“. “Ai, Ai noh ghuud ehhglish”. Il dialogo si è concluso prima che la macchina raggiungesse i 12 kmh.
Piove ma il traffico è ordinatissimo (che adottino le esecuzioni capitali antre contro le violazioni del codice stradale?): mi colpiscono gli incroci con le strisce pedonali lungo i lati del quadrilatero ma anche lungo le diagonali … beh, non è male come idea.
Camera, doccia e 2 ore di sonno per recuperare le 9 di fuso orario: sotto c’è qualche immagine del posto che sta per accogliere la mia poderosa russata … prego notare la doccia a roccia viva e la vasca psichedelica: spettacolari!
Ah, dimenticavo: il titolo del blog è il nome del ristorante dove stasera mi sparo dei dumpling da applauso e altro street-food grandioso, però potrebbe essere anche una massima dell’omologo Mau-Tze-Tung






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