Un Babbo Natale in spiaggia

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Ultimo giorno di lavoro a Dubai e poi un Venerdì destinato ai saluti prima del solito volo notturno che mi scorazza via London fino a casa.

Stamani, visto che l’inattività e qualche birra mi ha portato ad una interessante circonferenza, mi son fatto qualche vasca in piscina prima di cominciare la conference-call con Singapore. Ho notato un ragazzotta russa che si e stesa in pieno sole. Perché ho capito fosse russa? Perché dopo 2 anni passati a Mosca e’ impossibile sbagliarsi.

A prima vista mi sembrava nuda: poi ho capito che indossava un bikini bianco che si confondeva con la sua carnagione color latte. Sandali P-zero, bikini D&G, iPhone e iPad cases di Louis Vitton, borsa di Chanel e tunica sacerdotale rosso-peccaminoso in lino semitrasparente abbandonata sulle spalle come una improbabile e blasfema monaca. Dire fosse una fashion-victim sarebbe sottovalutarla. Se Bvlgari facesse i tagliaunghie di sicuro lei ne avrebbe avuto uno.

Mi son fatto altre 10 vasche e uscendo ho avuto uno scrupolo di coscienza ad avvisarla dei rischi del sole a Dubai: “Hey, be careful with the sun. It looks cloudy and weak but it’s going to burn you“. Mi ha guardato con lo stesso ribrezzo con il quale una femmina di ghepardo guarda uno sgraziato facocero.

Mi ha fissato con due occhi freddi e, alzando leggermente solo il sopracciglio destro ha pronunciato qualcosa che doveva essere “Maiale tacchinatore, gira alla larga.” e ha inforcato un paio di occhiali a parabrezza-fume’ con una scritta Dior alta 6 centimetri.

Mi ricordo che qualche anno fa’, pur essendo di carnagione scura e abbastanza abbronzato, mi ero fermato a giocare a beach-volley con un gruppo di indiani, durante una giornata coperta e ventosa. Sono rimasto in campo per 5 set. 5 set “indiani” intendo, quindi per qualcosa come 2 ore. Tornato a casa sentivo la pelle un po’ tirare. La sera allo specchio sembravo Babbo Natale: la parte dove avevo il costume era di colore chiaro, il resto rosso acceso. Ho fatto 6 giorni di inferno prima di spellarmi come un’iguana cotta al micro-onde.

Alle 15:30, sincronizzato sulla pausa pranzo europea ho staccato e son tornato in piscina per un’altra ventina di vasche. La ragazzotta era ancora distesa sulla stessa sdraio, e cominciava ad accusare la sensazione di aver fatto la cazzata del mese.

Il viso era di colore dei fanalini di arresto di una Zhiguli, la vettura prodotta a Togliattigrad fino al 1983, con due vistose aree bianche intorno agli occhi (stile “Il Panda Di Fuoco”) e, complice l’errore di non essersi raccolta i capelli, una cornice bianca. Il corpo indicava con chiarezza che era stata supina o sempre sul fianco destro in posizione volutamente plastica, perché le linee di scottatura di color fuxia sembravano tracciate col laser.

Non resisto: le dico “Adesso da ‘bella’ sei diventata ‘rossa‘”, giocando sulla comune radice in russo delle due parole, rosso – krasnaja, bello – krasivaja. Il suo sguardo avrebbe potuto incenerire la ceramica usata per rivestire lo scudo termico delle navi spaziali.

Zero sense of humor.

Stasera ho cenato con Giuseppe, buon amico che abita a Dubai da ormai 6 anni. Siamo andati a provare una steak-house a Festival City (dopo Business Bay) e devo dire che, mentre il cibo era buono ma non ci ha impressionato particolarmente, per la prima volta in vita mia mi son visto offrire la scelta di 6 differenti tipi di coltello per affettare la carne, e 10 differenti sali per insaporirla: le frontiere del servizio, eh?

Domani brunch spettacolare: stay tuned!

Oggi non ho scattato nulla, ma qualche settimana fa’ sono andato a Venezia a far fotografie …

5 responses to “Un Babbo Natale in spiaggia”

  1. ogginientedinuovo Avatar

    Quando si ha la pelle chiara bisogna sempre ascoltare chi ha la pelle olivastra: va da sé! D’altronde se tu non avevi addosso prioprio NULLA di firmato, sarebbe stato come dar retta al lavapiatti extracomunitario e, va da sé anche questo, i nuovi ricchi non lo fanno!
    Più saputo niente della russa? Morta a bordo vasca? 🙂

    1. Maurizio Vagnozzi Avatar

      L’ho incrociata nel buffet del friday brunch, coperta di maionese 🙂

      1. ogginientedinuovo Avatar

        Ah! Ah! Ah! Era l’unico modo per rinfrescarsi! Ah! Ah! Ah! ‘Sti russi, se ne vanno in giro per il mondo e non sono pronti, no, non lo sono…

  2. Nuzk Avatar

    A Venezia a fare foto! Ce l’ho in programma al più presto per girovagare senza meta per calli e campi 🙂 La tua foto mi ha fatto venire ancora più voglia di andarci oltre ad aver risvegliato molti ricordi legati a quella “città”

    1. Maurizio Vagnozzi Avatar

      🙂 adulatrice mitteleuropea

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