Dopo il piano viene il “forte”

Written in

by

Sono sempre a Dubai e sempre dissociato dal mio passaporto che, mi hanno detto, dovrebbe riapparire nel corso della serata odierna per permettermi, felice come un branzino al cartoccio, di decollare alla volta della ridente Doha domenica mattina.

Ieri sera, dopo aver avuto un guizzo di socialità uscendo a cena con una collega e suo marito e aver conosciuto in lei la prima Texana cui abbia mai sentito ordinare una bistecca ben cotta “very well done“, sono poi passato dalla terrazza dell’albergo a salutare il pianista, ex-moroso di una collega, che ha deciso (il pianista eè il soggetto, dannazione alla consecuzio e alle subordinate) di sbarcare il lunario suonando negli aalberghi di questa amena località.

Mi son bevuto una Paulaner alla spina mentre ascoltavo Aisha, Loosing My Religion, Hotel California (leggetevi la mia esegesi in questo link) e un altro paio di cover che hanno chiuso il suo repertorio serale. Quando stavo andandome a dormire, mi ha invitato al tavolo, dove tre sue amiche (belghe) stavano seccando due bottiglie di rosso e benedicevano i bronchi fumando come delle ciminiere senza lasciare una pausa superiore ai 45 secondi tra la fine di una sigaretta e l’accensione della successiva.

Ambiente perfetto per salutare cordilamente e proseguire a dormire: mi invitano assolutamente a bere qualcosa. ordino una Perrier che fa sorridere il cameriere (mi conosce da anni e mi capisce al volo), mentre gli altri si lanciano su Vodka e RedBull, temibile mistura devo dire.

Salto tutti i convenevoli per raccontarvi della strana voglia di “divertimento” che li animava: si sono interrogati per la durata della mia acqua minerale su in che posto proseguire la serata, rincorrendosi con frasi tipo “questo nuovo posto è fantastico“, “quest’altro è cool, l’hanno appena aperto e bisogna andarci“, “questo è ancora più nuovo e ancora più cool“.

Mi è scappato di chiedere: ma come e perché definite un posto “figo” o “cool“? E cosa significa per voi “divertirvi in un posto“?

Imbarazzo. “Mah, c’è bella gente, nuovi cocktails alla moda, musica giusta” è la somma delle risposte che mi hanno dato guardandomi in cagnesco e comunicandomi che non faccio parte della loro tribù, altrimenti avrei capito subito senza bisogno di chiedere.

Son passato per Oud Metha stasera, guidando per evitare un ingorgo, solo per finire in un altro, ma ho scattato questa immagine delle biciclette che i poveracci usano da queste parti.

Leave a comment

Wait, does the nav block sit on the footer for this theme? That's bold.

THE WORLD ONE STORY AT TIME

Explore the style variations available. Go to Styles > Browse styles.