Ma dico, a Ulan Bator le striscie per segnalare l’attraverso pedonale le metteranno per qualcosa o no, cazzo? Mi sembra di fare il birillo in una pista da bowling con decine di palle (auto, camion, autobus, yak, orde barbariche e altro) che mi rotolano violentemente addosso cercando di abbattermi.
Ho passato una giornata saltellando tra diversi appuntamenti distribuiti perfidamente in giro per la città: premesso che sono avvezzo al traffico del Cairo, di Mumbai, di Nairobi e di Maputo, di Mosca e di Lagos … Un troiaio simile non l’ho mai visto.
Auto con guida sia a sinistra che a destra (tanto, chi cazzo se ne frega della visibilità e della sicurezza), tutti costantemente al telefono (le parole “auricolare” o “viva–voce” non sono traducibili in mongolo, chiedetevi il perchè), tutti focalizzati ossessivamente sul guadagnare un centimetro più degli altri veicoli,
Il pedone, come dicevo sopra, è l’anello più basso della catena alimentare ed ė visto come un fastidioso ostacolo: qualsiasi tentativo di attraversare la strada deve essere fatto consci che potrebbe esser l’ultimo gesto della vostra vita.. Inutile cercare anche l’eyes-contact con l’automobilista che è al telefono e verso la vostra presenza ha lo stesso atteggiamento che per la sua forfora su una giacca scura.
Mentre stringevo natiche e spalle nel tentativo di contrarre anche la carrozzeria della macchina e riuscire ad evitare gli altri veicoli con velleità di speronarci, ho notato un mercato all’aperto dove veniva venduto pesce appoggiato su scatoloni a mo’ di banchetto.
Ovviamente nessun sistema di refrigerazione, visto che la temperatura si stava assestando sui -33 gradi: unica preoccupazione per la qualità di quei pesci lacustri siberiani era la densità di gas di scarico che comunque, sono certo, conferisce un sapore caratteristico.
La foto di oggi, scattata al volo per strada, vi fa vedere (a sinistra nell’immagine) il mercato del pesce per strada …


Leave a comment