Street Performances

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Lazy hanging around” potrebbe essere un’altra traduzione di “cazzeggiare“, santificato sostituto che ho proposto per il verbo “indulgere” nel post di qualche giorno fa “Un drone sul participio passato“, e con la prima frase mi son fottuto tutta la quota di virgolette disponibile in un singolo post.

Quindi stamani, domenica mattina, ho cazzeggiato scendendo da Hyde Park a Circular Quay, fermandomi ad ascoltare un po’ di street performers: nell’area dei ferries e di The Rock, entrambe dense di turisti, il didjeridoo con tanto di original-aborigen-guy va di brutto. Si tratta sempre di versioni techno con percussioni elettroniche e distorsori: mi aspetto prima o poi di sentire una versione di London Calling (The Clash) o di Smoke on The Water (Deep Purple), venduta ai gonzi jap come “ancient initiation ceremony“.

Risalendo per Pitt St. invece l’area del CBD ospitava stamani un violinista asiatico in frac, un sassofonista trapiantato da Chicago (a dire dal look), due chitarristi (uno con un cipiglio da Jimmy Page e uno invece piú tipo menestrello celtico) e un tipo con un colossale apparato audio ancora montato su un carrello della spesa che aspettava di conquistarsi un posto al centro dell’area pedonale.

Una buona menzione merita un tipo che disegna lunghi fumetti, usando solo penne a sfera BIC nere: sotto ne vedere un’immagine che ho scattato al volo con l’iphone, ma penso che qualche parola in piú la Bic Cristal (questo il suo nome ufficiale) la meriti.

Durante la seconda guerra mondiale il Barone Marcel Bich (si, non é un errore di battitura, il suo nome ufficiale ê proprio questo, troppo simile foneticamente a “stronza“), aveva visto una penna a sfera realizzata dall’argentino (Ungherese – ndr, vedi sotto) László Bíró (vedi perché in nostri vecchi la chiamano “la biro“), e tra il 1949 e il 1950 fece disegnare la penna ancora oggi prodotta, raggiungendo e superando nel 2005 i 100  milioni di esemplari, sfruttando tecnologia svizzera di taglio dell’acciaio per realizzare la sfera di un millimetro di diametro che distribuisce l’inchiostro sulla carta.

Il brevetto geniale é la densitá dell’inchiostro che permette di fluire, ma senza gocciolare (a meno dei classici incidenti per cui vi trovate le dita leopardate).

Nel 1953 un mago della pubblicitá propose al Barone Marcel Bich di accorciare il suo nome a Bicper renderlo piú facilmente ricordabile” fu la scusa, ma in veritá per preparare il lancio sul mercato americano, avvenuta nel 1959, dove mica si poteva vendere una roba chiamata “la penna stronza“.

4 responses to “Street Performances”

  1. Gianluigi M. Avatar
    Gianluigi M.

    László Bíró era Ungherese (ho abitato per più di un anno in via László Bíró a Budapest). È vero che si è trasferito in Argentina verso i 40 anni, ma allora anche tu sei Arabo…

    1. Maurizio Vagnozzi Avatar

      Prendo debita nota, l’esempio “allora tu sei arabo” è riuscito a spiegare perfettamente l’errore (con un misto di terrore per l’idea)!

      Thanks mate, ci si vede in quel di AUH!

  2. red Avatar
    red

    per l’equilibrio psichico di un tuo follower nostalgico ti chiederei di smettere di pronunciare le parole BONDI..KIRRIBILLI.. DARLING HARBOUR.. FISHMARKET.
    🙂

    1. Maurizio Vagnozzi Avatar

      Barramundi è permesso invece? Lo so, Oz ti strega ….

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