Abdul è stato giustiziato lunedì mattina in Arabia Saudita. Decapitato. Il suo crimine? Stregoneria.
Questa non è una palla: controllate sul sito di Amnesty International, della BBC. Lo stesso Corriere della Sera ha pubblicato la notizia in un articolo che ricorda anche l’impiccagione di un minorenne in Iran.
Abdul, Sudanese, era stato arrestato nel Dicembre 2005 quando, sollecitato da un Mutawa’een (la polizia religiosa, attiva in Saudi, da cui anche io una volta sono stato interrogato), aveva promesso un sortilegio per far sì che il padre di quest’ultimo lasciasse la seconda moglie per tornare con la prima, madre del poliziotto religioso.
Aveva richiesto 6mila Riyhals di compenso (mille e duecento euro) e, dopo aver ricevuto un anticipo di 2mila Riyhals, aveva scritto su 9 pezzetti di carta di riso con inchiostro di zafferano le formule magiche, contenenti il nome del padre e delle due donne. Quando si è incontrato con il Mutawa’een per la consegna del sortilegio, le banconote della somma rimanente erano segnate ed è stato arrestato, “in flagranza di reato“.
Processato dalla Corte di Medina nel Marzo 2007, è stato condannato a morte: gli atti processuali son stati secretati. La condanna è stata emessa per il reato di stregoneria. Non per truffa, estorsione, circonduzione di incapace: per stregoneria-
Il reato di “stregoneria” non è definito dalla legge saudita e spesso viene utilizzato per punire individui nel legittimo esercizio dei loro diritti umani inclusi libertà di coscienza, religione, credo e libera espressione.
Fatemi concludere con un po’ meno amarezza: stamani alle 5:30 mi ha scritto la Cami “Atterrata …. wow“. Atterrata dove? beh, vedete qui sotto cosa stanno guardando i suoi occhi azzurri …


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