Goccia a goccia

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La guerra civile in Libia sta monopolizzando gran parte delle nostre notizie: è un dramma e il vedere filmati con gente che combatte negli stessi posti in cui io, in Gennaio e Febbraio, stavo camminando mi fa un certo effetto. Ho visto la hall dell’albergo piena di miliziani armati di kalashnikov e giornalisti sdraiati a terra in una camera identica a quella dove ho dormito.

Ho però voglia da tempo di parlarvi di altro: questa settimana a Stockholm si riuniscono oltre 2,400 delegati (rappresentanti di agenzie umanitarie o di governi) per discutere dei problemi relativi alla scarsità di acqua.

Cito dalla Reuters: “World Water Week delegates are seeking long-term sustainable solutions, which will transform how water resources are managed. The goal is to try and improve the lives of almost 900 million people who lack access to safe water, and more than 2.7 billion who lack access to basic sanitation, according to United Nations Development Programme (UNDP) statistics

900 milioni di persone che non hanno accesso ad acqua e 2,7 miliardi che hanno comunque problemi di potabilità e sanitarizzazione: sono cifre enormi. In palestra spesso mi dicono che sono un rompicoglioni perché suggerisco alla gente di chiudere il rubinetto mentre ci si insapona o ci si lava i denti: “è uno spreco folle” dico. “Eh, lo so, dovrei farlo …” mi si risponde.

Adesso ti aiuto a passare dal condizionale (dovrei) al presente indicativo (lo faccio)” incalzo e, normalmente non capito (vedi il post “Perle ai Porci“), chiudo il rubinetto, guadagnandomi sempre più la fama dello scassacazzo, ma grosso e quindi da non contraddire.

L’acqua sarà più preziosa dell’energia e il rischio di conflitti per il suo controllo è già oggi una situazione esplosiva: India e Pakistan, Turkey, Syria, Iraq, Israele sono solo alcuni dei paesi dove questa silenziosa, ma disperata guerra si sta già combattendo.

C’è chi invece queste battaglie non le combatte ma si limita a morire di sete e di fame, nel silenzio quasi totale: fatevi un giro delle notizie sulla Somalia.

La foto di oggi l’ho scattata a Tripoli, il 16 Gennaio di quest’anno: si camminava ancora nella Medina (la Città Vecchia) e il nostro Presidente del Consiglio baciava ancora le mani a Gheddafi ….

One response to “Goccia a goccia”

  1. Dario Avatar
    Dario

    Mau,
    le reti degli acquedotti nazionali perdono in media il 30% del volume d’acqua che distribuiscono, con punte che superano il 50% nelle reti con scarsa manutenzione. Sono delle quantità enormi.
    Occorrono grossi investimenti, e vista l’importanza di preservare le risorse, è necessario cominciare a farli.
    Peccato che a causa di una campagna fatta di slogan fuorvianti non sia stato bocciato il referendum che ha abrogato la norma che apriva alla possibilità di far confluire capitali privati per gli investimenti sulle reti di distribuzione dell’acqua. Questo non avrebbe fatto diventare l’acqua un “bene privato” anzichè “pubblico”, ma solo aiutato a trovare delle risorse finanziarie per degli investimenti “sulle reti di distribuzione” che lo stato in crisi non può fare.
    Una opportunità persa per non aver saputo discutere un problema per quello che è, prescindendo da pregiudizi e schieramenti politici.

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