Molliche di vita

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Mi son reso conto di aver perso il trentaduesimo auricolare per l’iPhone. Sono veramente generi deperibili come gli spazzolini da denti, i rasoi, le cravatte, le basi wifi (ne lascio in alberghi, uffici ed altri luoghi non meno di tre all’anno). Sapete ormai bene che sono in viaggio per duecento giorni all’anno: stile “Pollicione” (dire di me “Pollicino” sarebbe un ossimoro) traccio la strada percorsa con molliche di pane del genere più disparato.

Forse una volta ero più metodico, Mr. Precisini mi chiamavano, o forse meno distratto o forse ancora giravo un po’ di meno e perdere qualcosa era un eccezzione. Oggi accetto con serena rassegnazione che pezzi di vita, oggetti, ricordi, vengano tutti assorbiti dal buco nero spazio-temporale dei miei spostamenti.

Mi girano ancora un po’ i coglioni quando, convinto per due o tre volte di aver perso qualcosa, lo riacquisto, scoprendo poi di averlo messo nella valigia che non usavo da qualche settimana o nel cassetto stranamente in ordine. Ho 17 alimentatori per il telefono, 86 paia di calze da running, manco fossi Bolt, 14 polo blu della stessa marca che potrei quasi vestirmi per un mese nello stesso identico modo. Anche qui la prendo con filosofia e sostengo di supportare cosí in qualche modo l’economia globale. .

Mi consolo pensando a quelli che ogni estate dimenticano la famiglia in autogrill.

Mi incazzo pensando a chi, occupando in Italia una carica pubblica, si dimentica di essere soggetto alle stesse leggi di tutti i comuni cittadini che lo hanno eletto e che dovrebbe servire, ma è tardi per aprire una finestra polemica (mia ora locale adesso 00:40am). E poi, “finestra polemica”, facciamo “portellone di hangar” polemico, che ho nelle scarpe un ghiaione, non un sassolino.

Il post di ieri (sul docente universitario tassista) ha emozionato un po’ tutti, me per primo. Ho notato oltre 250 contatti, il record da quando realizzo questi pezzi. Qualcuno mi ha scritto per dirmi che era bello: è una storia vera, triste. Ne ho qualcun’altra cosí, fatta di uomini e donne che incontro e che ascolto. Magari nelle prossime settimane ve le racconto.

La foto di oggi l’ho scattata a metà Marzo tra il Fish Market e la Blackwattle Bay Campus school dove va la Cami tra qualche giorno. Siamo a Sydney, claro hermanos! Adoro il bianco e nero …

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