Talk to the hand

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Pranzo con un’amica e dissertazione sui modi di dire soprattutto della cultura anglosassone (oltre che sulla focalità del vino a pranzo):

talk to the hand, because the ear’s not listening” [nel South anche “… because the face doesn’t understand“] : scortese modo di dire che indica la mancanza di volontà nell’ascoltare l’interlocutore. Vedi anche “talk show”, “politica”, “capo”, “marito/moglie/fidanzato/fidanzata o simili”

drunk dialing” : espressione della cultura psichedelica che indica il comportamento di un individuo intossicato da stupefacenti che tenta di comunicare al telefono normalmente con il/la propria partner o più spesso con il/la propria ex. Vedi anche “partecipo a questa conference call perchè ho delle informazioni di vitale importanza sul progetto”

shit happens” : affermazione filosofica esistenziale che conferma la teoria della caos e il corollario dello sterco di cane pestato prima di entrare in auto con i tappetini in velluto [nel caso, utilizzare napalm come smacchiante]. Vedi anche “attenta pianificazione”

fang-it” : [Australia] riferimento culturale a Juan Manuel Fangio (1911-1995, pilota argentino), indicante l’invito a dare una brusca accelerata alla vettura/discussione/contesto. Vedi anche “ma quando cazzo finite ‘sto lavoro”

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