Back to Sydney today, but still can’t miss the ferry and Mt. Nelson
Stamani ho voluto prendere il ferry che collega Hobart con Bellerive e Wrest Point, attraversando tutto il Derwit River fino alla foce in mare: l’idea è quella di dare un’occhiata a Hobart dal mare. Sono l’unico passeggero di un “former Sydney harbour water taxi” di un giallo taxi, appunto, e ribattezzato con un poco virile “Pinky Splashy”.
Rod, il pilota, mi racconta che ha cominciato a navigare oltre 30 anni fà con suo padre, lungo la east coast pescando aragoste con le nasse al largo. Poi le varie crisi e la concorrenza asiatica li ha costretti a cambiar vita: suo padre in pensione e lui, da 7 anni, a fare la spola di 45 minuti che è la durata del percorso. Ha voglia di chiacchierare e mi racconta un po’ delle storie di mare e non che animano la zona: ne capisco solo il 50%, l’accento di un marinaio della Tasmania è veramente hard, ma è un piacere starlo a sentire e coglere perle di saggezza spesso indirizzate contro i “cittadini di Sydney e Melbourne”.
Mentre rientro a recuperare zaino e auto per salire sul Mt. Nelson e concludere il mio viaggio con un’occhiata dall’osservatorio (si vede vino a Bruny Island e quasi Porth Arthur) mi fermo a fotografare un bus che ha visto tempi migliori ma ho notato essere uno di quelli che garantisce i collegamenti con le zone più rurali della Tasmania. L’autista si è congelato in posa: anche lui voglia di chiacchierare e altre storie di strade, di passeggeri, di viaggi.
Verso l’aeroporto sono tentato nuovamente dalla Barilla Bay Oyster Farm (produzione annuale intorno ai 20 milioni di ostriche in 3 differenti allevamenti) ma mi son fmato realizzando di averne inghiottite circa 90 negli ultimi 5 giorni: grandioso comunque il loro takeaway!
Back to Sydney now













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