Lascio Freycinet
Le accurate previsioni del BOM (Board of Methorology) purtroppo si son rivelate come sempre esatte e la traccia radar che ieri sembrava una pennellata blu, gialla e rossa sulla cartina, stamani aveva l’aria di una perturbazione quasi seria. La strada per Bechno, e quindi l’ingresso a Freycinet, è andata sott’acqua per una serie di “severe floodings” e, complice anche l’effetto psicologico “tzunami” ho abbandonato il trekking e mi son messo in macchina per tornare a Hobar con un giorno di anticipo.
Ho ripercorso a ritroso la Tasman Highway e, tra torrenti in piena e trucks per il trasporto di legname che sembravano autoscontri, mi sono fermato dalle parti di Swanport (ce l’hanno qui coi cigni per i nomi dei paesi, che fantasia ragazzi) per una rapido pellegrinaggio allo The Shoes Memorial, toccante monumento alla memoria della scarpa consumata, risultato di una collettiva e continuativa donazione da parte di privati all’arricchimento della collezione Mi sono onorato di contribuire con un paio di Nike, che adesso hanno trovato il loro riposo eterno e un posto nella storia e nell’arte allo stesso momento.
Ho passato il Tasman Bridge, dove una nave si è scentrata nel 1975 abbattendo un paio di piloni e uccidendo sia i 5 marinai a bordo, sia una serie di automobilisti che, prima che il traffico fosse bloccato, si son fatti uno spiacevole salto di un centinaio di metri nelle acque del Dervent River. Un paio di auto sono rimaste appese per un filo e le loro targhe sono state giocate nella lotteria locale per i successivi 35 anni almeno.
Ho trovato una camera al Custom House Hotel, praticamente l’estensione di un pub sul waterfront che però, insospettabilmente, ha delle camere semplici, efficienti pulite per $130 incluso un (promesso) suntuoso breakfast. Non avesse anche quel cazzo di gradino entrando in cesso io adesso non avrei un bernoccolo ed escoriazione: dalle navi alla rada hanno sentito le mie gioiose esclamazioni.
Stasera sono tentato dal fare danno da Tasal (guess what: “Tasmanian Salmon”, unico esportatore della delizia verso il resto dell’umanità) dove mi ero giá raccolto in preghiera dinnanzi ad un filetto di salmone che emanava santità: a fianco all’unico flagship store (che sorpresa, in Tasmania) hanno un’area ristorante che promette di servire esclusivamente le loro specialità.












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