Hobart
Oggi botta di cultura: ho scoperto che Hobart ha dato i natali ad Errol Flynn, attore famoso per la vita sgregolata, stincato a 50 anni mentre era in viaggio per la Jamaica con la nuova quarta moglie che pare avesse a fatica la maggiore età. Dicono della Jamaica apprezzasse soprattutto il Rum, ma io son convinto che le copie dell’Herald Tribune che si faceva mandare quotidianamente servissero per rollarsi delle ciminiere ragguardevoli.
Ho passato un paio d’ore curiosando per Battery Point (che sembra abbia anche recentemente dato i natali alla principessa di Danimarca o qualcosa di simile): le case vittoriane, georgiane, e chi lo sa che altri stili coloniali, sono deliziose. Anche qui un filo più di sole avrebbe reso maggiore giustizia alle foto che trovate sotto.
L’aria easy-amicale degli abitanti sta influenzando anche il mio accento/cadenza e sono entrato nello standard del cerimonioso saluto “G’day mate, how is it going mate? Not bad mate, yourself mate? ah, ok! What can I do do for ye, mate?”. Riesco anche a pronunciare con convinzione e partecipazione la serie di a e h “ahaa” in sostituzione del dittongo “er”: “better” diventa quindi “bettahaar”, “November” gira in “Novembahaar” e così via. Mi dicono non sia prettamente un accento signorile ma piuttosto campagnolo, colloquiale e comunque pesantemente Tassie: me ne batto le palle e mi diverto tentando l’integrazione culturale.
Il pub-alloggio dove sono ha nel proprietario un amante del classic rock e nel pomeriggio ha fatto passare dai Jefferson Airplane a Neil Young, da Hair agli Allmand Brothers, il tutto con un sottofondo di ordinazioni che seguivano il ritmo e si impennavano durante gli a-solo. Un mito. Un mito ‘na bella fava quando, esattamente sotto la mia camera, ha cominciato ad esibirsi una rock band locale “Mother-Oysters-Of-Tazzie” che agitava le chitarre come se fossero canne da pesca, emettendo anche sonorità più simili all’agonia di un babbuino che non ad una qualsivoglia armonia.
Ultima notte in Tasmania: gran bel posto e gran bella gente. Devo scriverci sopra qualcosa di più serio di questo travel blog! Ci penso …
Have a good one mate!









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