Io sono leggenda

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Stamani tempo adatto per leggere l’indice analitico dell’Enciclopedia Treccani e la sua accurata traduzione in Hurdu. Piove orizzontale e ho fatto un test della giacca tecnica che mi son “forzato a comprare” a Chatswood (prodotta dall’ex socio di Gore “goretex” e commercializzata da MacPac, azienda Newzealandese che realizza outdoor technical equipment): fantastica! Perfettamente asciutto sotto la giacca e senza una minima sensazione di “effetto serra-sudore”, il resto zuppo come un savoiardo imbevuto per il tiramisù, comprese le scarpe da strizzare. Definiamolo un esperimento a favore della ricerca, del miglioramento scientifico e del raffreddore cazzuto.

Rientrando nel b&b ho incontrato un manipolo di ardimentosi turisti che, arrivati dal Queensland e abituati alle inondazioni, stavano allegramente pianificando la gita di oggi: scoprendo che sono italiano mi hanno chiesto se fossi a conoscenza della presenza in città di un famoso documentarista e fotografo della mia stessa nazionalità, arrivato qui in solitaria per un reportage sulla Tasmania che avrebbe sicuramente vinto il Pulitzer, l’Academy Award, il Nobel e anche una menzione della Legione Straniera già che ci siamo.

La notizia era stata a loro confermata da Ebany, la cameriera del Bark Mill Pub dove ho cenato ieri che, alla mia domanda sulla differenza tra la Cascade e Boag’s, rispondeva “uh, ‘m not a beer drinkhaar but ‘now the draft one is betthaar ‘cuz’s freshaahar”. Ebany l’aveva sentita da Martin, il ragazzo di sua cugina Dory (cameriera al The Banc, miglior ristorante di Swansee dome mi sono fatto uno scotch fillet l’altra sera). Dory aveva parlato con Lisa, la farmacista, che le aveva detto dello strano italiano che aveva comprato i pesci di latta che aveva in negozio dopo averrli ereditati 22 anni prima dal vecchio proprietario: l’italiano della storia le aveva lasciato un biglietto con l’indirizzo del suo sito di foto. Ecco, non solo sono diventato una leggenda, ma mi son reso conto che in 48 ore qui mi son relazionato praticamente con il 90% della popolazione locale.

Giornata bigia, ho fatto (annegando) il percorso dell’impronunciabile sentiero che gira intorno al capo (vedi foto del cartello, 4 tipi dell’Accademia della Crusca si son suicidati dopo aver tentato lo spelling) e, dopo aver montato le spazzole tergicristallo sull’obiettivo della macchina fotografica, mi butto nella lettura dell’appropriato “No Weather For A Burial”, ultimo giallo dello scrittore locale David Owen.

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2 responses to “Io sono leggenda”

  1. Dario Avatar
    Dario

    Ciao Mau,
    un giorno devi farmi socio della Vagnotz Corporation. Anzi, direi Presidente Onorario.
    Decisamente divertente seguirti nel viaggio così.
    E con le foto devo dire che … ci sai ancora fare!
    Non ho visto però molte foto di “bellezze naturali”. E’ perchè non se ne trovano? siamo fuori stagione? Mah ….
    Mi terrò aggiornato con il blog.
    Ciao e buona continuazione.
    Dario

    1. Maurizio Vagnozzi Avatar

      Presidenza no, ma una sedia nel Board of Director è già tua! Qui si annega da 36 ore, sto aspettando il prossimo bollettino meteo di mezzanotte per decidere sul da farsi …. Avrei una sgambatina di 5 ore in programma ….

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