Hobart (capitale della Tasmania) potrebbe essere definita come una fantastica via di mezzo tra l’ambiente del Village di New York e un villaggio di pescatori da dove si può ancora vedere partire le spedizioni per l’Antartico sentendo quasi la concitazione di slitte, cani, uomini e tanta birra.
Palazzi in pietra arenaria (“sandstone”), segnati dagli scalpelli e costruzioni bianche in mattoni datano la città alla fine del 1800: ho approfittato di una bella luce per girare nell’area del waterfront e poi spostarmi a Salamanca Square dove la vocazione turistica ha il sopravvento e la serie di pub, ristoranti, wine bars è ininterrotta.
La tradizione della pesca, la temperatura che risente della vicinanza del polo e un turismo soprattutto dagli altri Stati Australiani guidano l’attività serale della città: per essere piú esplicito, il Sabato sera si cena alle 18 e per le 20 le strade sono deserte (tranne che per i forzati della bevuta che continuano imperterriti ad allineare pinte (ma come faranno con la vescica, io dopo 2 pinte ho rischiato l’incontinenza).
Sull’argomento la Cascade Brewery produce vari tipi di birra, tra i quali la “Premium Lager” primeggia.











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