On my way to Hobart

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Acquazzone galattico su Sydney: sono arrivato in aeroporto pagaiando con un taxista alto oltre 2 metri che non ci stava nel posto di guida manco togliendo il sedile.

La no-frills airline Jet al check in ti ricorda, attravvesro la gentilezza dell’addetta, che non parla ma abbaia come un pitbull, di essere su una no-frills: il mio patetico e cordiale tentativo di non imbarcare lo zaino è stato rintuzzato con un “ur jokin’ mate, ah?”.

Moderato breakfast (vedi sotto, colori REALI) con egg benedict, ham, muffins (cosí chiamati per il sapore di muffa), il tutto annegato nella salsa bernaise: se il fegato ringrazia per il cibo, il frozen canned orange juice che ci ho bevuto sopra ha provocato l’entusiasmo del colon.

Boarding: majora canamus

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