Bondi beach è uno dei posti piú cool di Sydney: surfisti accaniti (anche qualche gran-dad surfer), tanning girls (da spettacolo), patiti del fitness (ho visto un paio di tipi farsi due ore secce di corsa a 12kmh senza battere ciglio) e multietnici fancazzisti (cui mi onoro oggi di appartene, God Save The Dude) ti fanno capire che in fondo chi ci ha propinato la dottrina che il lavoro è bisogno sociale è un gran coglione.
Carly mi ha portato a fare la camminata fino a Bronte beach (6km a/r) e lí mi ha sfidato con un ordine di “poached eggs with salmon”. Ho risposto con due “scrambled eggs, bacon and avocado” perchè un tocco asian-posh ci vuole.
Il percorso pedonale fino a Bronte è a dir poco spettacolare: un saliscendi di bellezza tra roccie e spiaggie col profumo del mare che ti gratifica e colori che fanno causa allo spettro cromatico per distribuzione di prodotti falsificati.
Sono salito sul democratico e civilissimo bus 333 che in 20 minuti ti porta nella city al Circular Quay: per pochi dollari si torna in centro. Ho approfittato di un paio di stop, uno a Woolloomaloo dove fanno un caffè veramente unico.



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