È strano l’effetto che mi fa l’essere in viaggio per tornare in Australia.
Nove mesi fá sono arrivato per la prima volta in questa terra, dopo averla sognata e immaginata a lungo: l’accoglienza che mi é stata offerta ha superato ogni aspettativa. Era oltre un anno e mezzo che non riuscivo più a trovare serenità. Quando ho toccato Uluru mi è sembrato (assurdità, lo so) che scattasse una simbiosi, un’unione che mi son portato dentro da quel momento in poi. Forse solo un sogno promesso ad un uomo ma poi realizzato solo a metà.
Ho nelle orecchie la canzone “find the cost of freedom”: mother earth will swallow you, la madre terra ti inghiottirà. Sto diventando un romantico rincoglionito: ha ragione Camilla (lei, parte di me, mi percepisce con la sua incredibile sensibilità), sono cambiato.
Sono sul cielo della Thailandia, 45′ di volo a Bangkok.


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